venerdì 24 gennaio 2014

FOLLE POETA.




Il folle poeta tace.
L'assurdo lo confonde.
Tace.

Denigra gli irriverenti
falsamente offesi.
Dal poco che sa, assolve i mesti addii.
Agli irridenti e falsi,
con smaliziati occhi, accenna e dice.
Sono opache le sentenze dei dannati.
Siano esse assolti o condannati, da
pregiudizi, oscenità e blasfemia.
Il buio, illuminato da luci, è falso!
Chi crede sa, sorride, e tace.
Nel buio c'è il nulla. … Infame!
Lo temono gli altri. … Io no!
Nel buio vado oltre.
Raggiungo me stesso.
A te lascio la luce.
Il sorgere del falso sole.
Illusione per un illuso.
Pronto a creare ombre.
Un mimetizzare il vero.
Nel sommerso lascio me.
Resto lì, tra demoni e illusioni non mie.
Tendo la mano e trovo, Appigli strani.
Tendenziosi e innocenti righi,
mi raccontano con scritti,
profezie mai avverate.
Sono senza verità le parole.
Risposte vaghe, illogiche, senza un fine.
Prediligo il buio per ritrovarmi e, mi ritrovo.
Alla colomba manca la luce.
Sbatte le ali, nel buio non trova pace.
Il suono tace, diventando oblio.
Mi confronto con ciò che nego.
Guardo e invidio te: stolto.
Anima in pena desideroso di luce,
aspiro l'attimo.
Nel dubbio ritrovar vorrei,
coscienza e sentimento.
Mi opprime l'essere: scompaio.
Mi rispecchio, non rifletto.
Riconoscermi non saprei.
Mi affido al buio per ritrovarmi.
Respiro insano. Ecco mi ritrovo!
Resto lontano, pensando a Dio!


Cristofaro Cingolo.

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